giovedì 25 luglio 2013

HANNO GIOCATO IL JOLLY



Benedetto XVI si è dimesso, salutiamo questo vecchio papa, ormai papa emerito come pare si debba
chiamare ora, rimasto in carica circa 8 anni successore di un grande papa come Giovanni Paolo II.
Ma queste dimissioni hanno solleticato decisamente il mio istinto interrogativo, con una domanda che mi ronza nella testa già dall’annuncio, alquanto sottotraccia, delle prossime dimissioni di Benedetto XVI: perché si è dimesso?
Ovviamente non penso di essere stato l’unico a pormi questa domanda e le risposte che sono circolate onestamente non mi hanno del tutto convinto.
La più gettonata mi pare sia stata la risposta che voleva il vecchio papa tedesco stanco e svuotato di energie; no, veramente poco convincente, quale sarebbe stato il problema ad avere un papa stanco?Avrebbe potuto semplicemente limitare le proprie attività come credo facciano tutte le persone anziane, Giovanni Paolo II non ha rassegnato le dimissioni nell’ultimo periodo della sua vita,dove era palesemente stanco e malfermo, si è aspettata la sua morte e poi si è dato il via alle danze per il successore;quindi torniamo al punto di partenza: perché si è dimesso?
Il mio istinto interrogativo ha lasciato il posto alla mia mente critica che è entrata in azione per formulare la mia ipotesi su ciò che è accaduto qualche minuto dopo che il nuovo papa, Francesco I, si è affacciato dalla famosa balconata.
Appena è comparso il nuovo papa dai socia network, metodo rapido per tastare il polso delle varie situazioni, si è sollevato un brusio generale dal quale si distinguevano perfettamente frasi del tipo “mi piace il nuovo papa ha una bella faccia”, “quanto sembra buono il nuovo papa”, “Francesco ti vogliamo bene” e le mosse che sono susseguite all’elezione(lui che rinuncia alla croce d’oro, al passaggio in bus con gli altri,all’utilizzo delle vecchie scarpe, etc…) mi hanno decisamente confermato quello che pensavo: la Chiesa si è giocata il jolly.
Avevano bisogno di ripulirsi un po’, ultimamente la Chiesa era attaccata da più fronti e la sua immagine stava pian piano degradando e a quanto pare la faccia da satanasso tedesco di Benedetto XVI non aiutava a far fronte a questi attacchi frontali.
Quale miglior modo per rilanciare l’azienda se non cambiare il testimonial?
Ecco allora che appare il faccione confortante del papa argentino, con quel suo modo calmo e pacato di parlare, gli facciamo prendere un nome completamente nuovo nella storia del papato e alquanto importante nella storia della cristianità, gli facciamo fare subito qualche gesto elementare ma di forte impatto mediatico (si sa la prima impressione è quella che conta) ed il gioco è fatto, una fortissima mossa di marketing.
Questa ovviamente non è altro che la mia visione dei fatti, spero vivamente che non sia così ma purtroppo tutto lascia pensare che questa ipotesi sia quanto meno plausibile, senza considerare tutti i giganteschi giochi di potere che ci sono dietro alla Chiesa (IOR, Opus Dei, etc..) dei quali non ho la benché minima conoscenza per potermi sbilanciare, il mio invito – messaggio è sempre lo stesso: la Chiesa e la Fede sono due cose distinte; la Chiesa è un’istituzione, la Fede è ciò in cui uno crede, poi sta a voi decidere se secondo voi questa istituzione vi aiuta a credere nella Fede nel modo giusto, dal mio punto di vista, storicamente parlando la risposta è decisamente no ma ognuno è libero di vederla come vuole.

SEMPRE VOSTRO

SPAMPY

Nessun commento:

Posta un commento